martedì 22 ottobre 2019

Relex

Cosa è la Relex smile?

Nel 1986 John Marshall introdusse la PRK, che con il laser ad eccimeri permetteva, mediante la fotoablazione di tessuto corneale, di correggere in maniera precisa i vari vizi di refrazione; i limiti di questa tecnica erano legati al lento recupero visivo, al dolore post-operatorio ed alla possibile comparsa di opacità corneali con regressione del trattamento effettuato.

Sucessivamente, proprio per ridurre queste problematiche, Buratto e Pallikaris hanno introdotto la Lasik, in cui al di sotto di una lamella di cornea (flap) veniva eseguito il trattamento refrattivo con laser ad eccimeri; all’efficacia e al rapido recupero visivo si contrapponeva un maggior rischio, legato alla creazione con il microcheratomo meccanico del flap corneale, che poteva compromettere il successo dell’intero intervento.

Da pochi anni la tecnica lasik si è evoluta grazie all’avvento del laser a femtosecondi, che ha consentito di creare il flap corneale con un maggior grado di sicurezza e precisione rispetto ai tradizionali microcheratomi.

La tecnica ReLEx Smile (Small Incision Lenticule Extrction) eseguibile solo con il laser VisuMax (Carl Zeiss Meditec) rappresenta una ulteriore evoluzione, permettendo di correggere, con una bassissima invasività, difetti di tipo miopico e astigmatico fino a 10 diottrie senza la creazione del flap corneale e senza la necessità di utilizzare il laser ad eccimeri.

La tecnica utilizza solo il laser a femtosecondi ( “all femto laser” ) e consiste nella scolpitura di un lenticolo refrattivo personalizzato nello stroma corneale anteriore, che al termine della procedura viene estratto da una piccola incisione di 2 mm, permettendo la correzione del difetto di vista.

I vantaggi che questa tecnica fornisce sono molteplici: rispetto alla lasik non è più necessario creare un flap corneale ed inoltre il solo utilizzo del laser a femtosecondi permette, a parità di correzione, di risparmiare il 10-15% di tessuto con una minore infiammazione post-operatoria.

Tale ridotta invasività ha un evidente vantaggio sulla stabilità biomeccanica della cornea e consente la correzione di miopie elevate anche in presenza di cornee sottili non trattabili con altre tecniche.

Il fatto che la parte anteriore della cornea rimanga intatta rende questa tecnica molto adatta anche a chi esegue attività lavorative o sportive, che possano esporre ad un maggior rischio di traumi, in quanto l’assenza del taglio corneale rende impossibile una dislocazione del flap corneale.

Oltre a questo la mancata incisione delle terminazioni nervose presenti negli strati anteriori della cornea non altera la sensibilità corneale ed il film lacrimale, consentendo di eseguire l’intervento anche a chi è affetto da secchezza oculare senza l’insorgenza dei sintomi che si verificano nei pazienti sottoposti a chirurgia tradizionale assicurando un elevatissimo confort post-operatorio.

L’incisione di soli 2 mm cicatrizza in poche ore permettendo un recupero visivo molto rapido e stabile nel tempo, con una ulteriore diminuzione dei fastidi legati alle altre metodiche laser.

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