mercoledì 13 novembre 2019
Home » Attività clinica » Pachimetria corneale

Pachimetria corneale

Cosa è la pachimetria corneale?

La pachimetria corneale è un esame che consente di misurare lo spessore della cornea. La conoscenza dello spessore corneale permette di definire l’affidabilità della misurazione della pressione oculare. L’esame viene effettuato anche quale strumento per valutare alcune patologie della cornea, come il cheratocono (mappa pachimetrica), l’edema corneale e nella diagnostica del glaucoma.

 pachimetria corneale

Ci sono diverse tecniche di indagine: con la microscopia endoteliale lo strumento fornisce una rilevazione ottica dello spessore: con la tomografia corneale tramite Scheimpflug camera che fornisce una mappa pachimetrica della cornea o tramite una sonda ad ultrasuoni (pachimetria acustica). Con la Scheimpflug camera è possibile disporre di una mappa pachimetrica che evidenzia lo spessore corneale in ogni suo punto e permette di individuare la localizzazione e il valore del punto più sottile.

A cosa serve la pachimetria corneale?

L’esame serve per misurare lo spessore della cornea, la prima lente naturale che la luce incontra nel suo tragitto all’interno dell’occhio.

Sono previste norme di preparazione all’esame?

Non sono previste norme di preparazione specifiche. Per l’esame eseguito con pachimetro ultrasonico è necessaria una goccia di collirio anestetico nell’occhio da esaminare prima di appoggiare sulla cornea, per pochi istanti, una sonda simile ad una piccola penna. Per il pachimetro ottico non è necessario instillare collirio anestetico (vedi processo di acquisizione tomografia corneale).

Quali pazienti possono effettuare la pachimetria?

L’esame può essere effettuato da pazienti di tutte le età, anche bambini, che siano in grado di garantire una accettabile collaborazione al fine di garantire un risultato attendibile dell’esame. È indicato in particolare in tutti i soggetti noti o a rischio per glaucoma, nei pazienti affetti da patologie corneali e in quelli che devono sottoporsi ad un intervento di chirurgia corneale: cross-linking, trapianto di cornea o in chirurgia refrattiva.

La pachimetria è dolorosa o pericolosa?

Non è una misurazione dolorosa da eseguire in quanto viene effettuata, nel caso del pachimetro ultrasonico, previa instillazione di collirio anestetico. Questo accorgimento serve ad evitare la sensazione di dolore e fastidio mentre si sfiora con una piccola sonda la superficie corneale. Nel caso del pachimetro ottico si tratta di un esame non invasivo in quanto non c’è alcun contatto con la superficie oculare.

Come funziona la pachimetria?

Il paziente viene fatto accomodare su di uno sgabello o poltrona per l’acquisizione mediante pachimetro ultrasonico. Viene instillato nell’occhio un collirio anestetico e il medico appoggia sulla superficie corneale una sonda per rilevare lo spessore corneale. La misurazione può essere ripetuta in vari punti della superficie corneale, se necessario. Quando inizia l’acquisizione dell’esame il paziente fissa una sorgente luminosa in modo continuo per pochi secondi durante i quali lo strumento esegue una serie di scansioni della cornea. Un computer dedicato esegue le analisi morfologiche e morfometriche, estrae il valore pachimetrico rilevato in svariati punti della superficie corneale e il valore di spessore corneale minimo rilevato.

googleplus

Leggi anche

Studio Oculistico Matteotti Firenze

Oftalmoscopia a scansione laser

Cosa è l’oftalmoscopia a scansione laser (SLO)? L’oftalmoscopia a scansione laser (SLO) è uno strumento …